venerdì 21 dicembre 2007

Racconto di Natale. Ottava ed ultima parte.



Non era per seguire le richieste degli uomini, che per quella notte in molti sceglievano di regalarsi dei profumi. “ Ma cos’è veramente futile per gli uomini, un profumo o la vita degli animali, regalati allo stesso modo?”, si sorprese a chiedersi Babbo Natale, troppo memore del discorso del gufo.
No, il profumo che Babbo Natale aveva in mente era tutt’altra cosa. Era un’essenza che avrebbe fatto ricordare, l’aroma di un tempo molto lontano, un tempo e un luogo da cui tutti sulla terra proveniamo, il giardino dell’Eden forse. Per questa comune origine un sentimento di solidarietà e fratellanza avrebbero dovuto infine prevalere sulle pretese della specie più aggressiva del Pianeta.
Babbo Natale, lavorò il mucchietto di alga come in pochi hanno mai saputo fare, i Re Magi, il mago Merlino, Gandalf, a detta di Tolkien, e pochi altri, e profumò così la sua slitta.
Le renne si alzarono e nel guardare il cielo stellato Babbo Natale pensò che lassù c’era indubbiamento qualcuno, ricordava certo, ma non ancora così bene. Avrebbe dovuto ringiovanire un altro po’ per vedere le cose con più chiarezza.


La mattina di Natale molti bambini sentirono un odore insolito nelle loro case. Erano bambini curiosi e fecero molte domande ai loro genitori: soprattutto chiedevano cose sugli animali, le piante e la Terra. Anche gli adulti sentirono il profumo di babbo Natale, ma erano quelli che erano rimasti, nel loro carattere, più giovani.

Fine

1 commento:

federico penza ha detto...

ciao, su www.ilrifugiodeimoai.it stiamo raccogliendo "racconti di natale" se vuoi partecipare puoi inviare il tuo racconto via email a info@ilrifugiodeimoai.it entro il 25 dicembre oppure se vuoi leggere quelli già inviati ti puoi collegare al sito e se qualcuno ti piace puoi anche votarlo, l'iscrizione al sito è gratuita, ps al vincitore andrà una copia del canto di Natale di Charles Dickens. saluti e buone feste

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