sabato 25 ottobre 2008

La scuola


Ricordate il referendum sulla Costituzione? La risposta fu trasversale: ci sono cose in cui il Paese, in molti modi diviso, si ricompatta. Dentro quel referendum, c’era in particolare anche la risposta a quei cambiamenti che si voleva apportare alla scuola italiana. Ecco che oggi, dopo molti mesi di consenso, di sondaggi inebrianti, questo governo registra la sua prima difficoltà, un’opposizione forte che muove dalla gente, proprio sul terreno della scuola. Anche questa volta una risposta trasversale. Ebbene, al di là dei temi, propri del governo, della paura e della sicurezza, ma anche oltre le questioni prettamente economiche, con le contraddittorie affermazioni d’esaltazione del liberismo spinto di un passato recente e l’attuale delineazione di uno stato assistenzialista di banche e imprese, ma giammai delle famiglie e dei cittadini più in difficoltà, ebbene un dissenso, l’opposizione, non riusciva a trovare uno sbocco di protesta finchè non ci si è legati al tema della scuola - dove pure comunque la questione economica è fondamentale -.
Dunque nella scuola, nei valori che ad essa attribuiamo, noi italiani sappiamo alla fine riconoscerci come Paese, e questo non è poco. Dentro la scuola non c’è solo il valore del futuro per i giovani, ma evidentemente anche i valori civili, in ultimo la solidarietà e la fratellanza, senza cui alla fine una società si sgretola.

2 commenti:

Carla ha detto...

trovo queste tue affermazioni vicine alla nostra realtà, che sta dimenticando come si viveva e si pensava prima; come si teneva a che il proprio figlio andasse bene a scuola e lì imparasse la buona educazione e il sapere. Adesso sembra che tutto ciò non conti più niente, almeno per la gente matura. Non per i giovani,però, che sono scesi in piazza per difendwere i loro diritti. Forse essi sono più lungimiranti dei loro genitori.
Una ragazza che vuole bene alla sua scuola.

piccola dorrit ha detto...

Dunque i giovani -migliaia, miloni o centinaia? - scesi in piazza in questi giorni tengono, anzi vogliono bene come Carla, alla scuola. Una realtà in controtendenza rispetto al cursus honoris, ai curricula che ci propinano i media, specie la televisione, fatti di concorsi di miss Italia, veline e reality show.
C’è la speranza che un’Italia diversa che crede nella conoscenza sappia farsi avanti.

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