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mercoledì 19 ottobre 2011

Una filastrocca per Cremino adattata da una poesia di Andrea Zanzotto

"Vorrei che tu fossi più spesso con me
a veder com'è vario il teatrino 
che col micio combino.

Egli ha tanti nomi perché
muta secondo quel che fa
ma Cremino soprattutto resterà.

Intanto si sente re del giardino
e gira a far la guardia con orari
alquanto misteriosi o immaginari...

Ma quando da fuori arriva un rumore
anche solo di un motorino
scappa fin dentro la cappa del camino.

Tante mattine fa l'equilibrista
ma non sempre riesce a spostarsi
sui tralci e cade fuori dalla pista.

Ma subito scatta su un altro appiglio
con volteggi speciali, e arriva a terra
con ricche acrobazie che vi sconsiglio.

Ciò capita d'inverno, quando lui si fa grosso,
di ciccia e di pelliccia
e, cantando, lo chiamo: -  Cremi, Cremi !

Chissà quante volte avrebbe voluto volteggiare anche il nostro Cremino in un bel giardino!!!"

 Mi è arrivata  l'email con questa filastrocca quando già Cremino stava molto male.
 Non sui tralci  saltava quand’era giovane e forte il nostro Cremino, ma dalla vetrinetta all’armadio, dal bancone al pensile della cucina, sui ripiani della libreria e sui tavoli e la scrivania.
 Perché era il micetto della casa.
 E ora la casa è vuota dei suoi passi silenziosi e sembra più grande.

martedì 2 dicembre 2008

A-mici due
















Di lui rischio di parlare troppo e non voglio, sono cose nostre. Dopo anni di convivenza, amore e odio. Presuntuoso, aggressivo, simulatore infido, tenero, paziente. Quantunque viva confinato in un appartamento anche lui va per la sua strada, e segue nell’andare quei tracciati che sa lui, in genere costeggiando i mobili ed evitando di attraversare le piazze degli spazi vuoti. Chissà perché quando hai qualche momento di tensione e lui passa per la casa con la sua andatura calma e dignitosa a vederlo ti rilassi. E’ ciò che mi piace di più di lui, vederlo passare come uno che va per i fatti suoi anche se sta dentro un appartamento. Ha i suoi luoghi preferiti, ma in realtà controlla tutta la casa e a volte come padrona  non sopporto che se sposto qualcosa debba venire a prenderne visione, che tutti i piani orizzontali, letti, divani, poltrone, tavoli e televisione a rotazione nella giornata li consideri suoi. In effetti sulla gestione della casa a volte siamo in aperto contrasto. Ha i suoi gusti. Gli piacciono i miei centri all’uncinetto sopra cui si sistema, ma questo piace anche a me perché lo trovo il migliore dei soprammobili.
Non è mai voluto veramente uscire dall’appartamento dal giorno in cui è arrivato, cucciolo di sei mesi, ed è corso sul balcone inchiodandosi sulla ringhiera. Spessissimo però fa un giretto per le scale del palazzo e lancia i suoi richiami acuti, poi scende giù al portone chiuso e guarda attraverso il vetro.

lunedì 1 dicembre 2008

A-mici



Un gatto sa sempre il fatto suo, o almeno così ti fa credere quando cammina per la sua strada e quanto a questa sia chiaro che un gatto va dove vuole. E’ un perfetto clochard nel senso che si adatta perfettamente al quartiere, la strada, il cantone in cui sceglie di vivere ma nonostante la sua apparente non curanza è un vigile controllore del suo territorio, anche quando dorme. Così, anche se può non sembrare dal suo portamento fiero e dalla sua sincera bellezza,




la sua è una vita dura e piena d’insidie cui non si sottrae proprio per il suo carattere indagatore.
Lui è un gatto cittadino che vive in un bel giardino del centro. Sta sulle sue e non da tanta confidenza. A volte non lo trovi, chissà dove va, altre compare all’improvviso guardingo, come ora che s’è formato un circolo di piccioni che becchettano le briciole. Chissà dove si ripara quando piove e fa freddo. Forse prima era un gatto d’appartamento. Quante battaglie con altri gatti e le ferite e le malattie. Quando un gatto sta male lo dissimula e va a leccarsi le ferite dove nessuno lo può vedere. Cuore impavido, fronteggia il nemico ma quando capisce che la lotta è impari o la battaglia è persa, decide rapidamente di battere in ritirata. Difficilmente torna indietro dalle sue decisioni, quando una scelta è fatta è quella.
Quanti amori ruvidi, tra soffiate, graffi e piccoli morsi dopo lunghe ore perse dietro a quelle gattine come statue di sale e poi via, non c’è tempo per la famiglia!
Eppure gli piace ancora giocare con quel bastoncino che lo studente sulla panchina gli agita davanti. Forse lui sa meglio di noi che la vita può essere ora dura ora leggera e, sebbene ci sia chi dica che i gatti sono sempre interessati, pensa che un po’ d’amicizia anche gratis possa valere la pena.




(continua)

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