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mercoledì 22 giugno 2011

L'oro di Napoli, 'a munnezza

E’ il grande business, pare più redditizio della droga, e a tenerlo in piedi è servito l’intreccio profondo tra camorra, affari e politica. Così quello della munnezza è diventato per chi lo affronti un’idra a nove teste, un mostro difficile da accostare e colpire.
Da dickensiana annoto come nel romanzo Il nostro comune amico, cumuli di rifiuti aprano la storia: sono, grottescamente e sarcasticamente, ma ora possiamo dire con molta lungimiranza, la ricchezza e l’eredità, il nascosto pedigree, di un personaggio che non a caso ha un’identità celata e viene indicato in società per l’appunto come il comune amico.
Nella cronaca odierna Napoli con i suoi abitanti è diventata ostaggio dei signori della munnezza.
La lotta da ingaggiare sarà, nonostante la prosaicità della materia, epica. De Magistris ha esaltato il carattere napoletano, la sua creatività: ce n’è bisogno per vincere l’Idra. I cittadini non devono però lasciare solo il loro sindaco. Forse ha sbagliato nel darsi un tempo, cinque giorni o una settimana o più, ma ha avuto coraggio nel pararsi subito di fronte al mostro. Dagli errori s’impara: dove i piani, affidabili sulla carta, s’inceppano da lì s’illuminano le trame e i congegni che mantengono e fanno crescere ‘a munnezza.

mercoledì 9 gennaio 2008

Quer pasticciaccio... de la monnezza

Al bambino che gioca nel giardinetto calpestandolo senza riguardo, la padrona di casa rimprovera i danni dalla finestra. Il monello, ancora in età prescolare ma già padrone del mondo, le grida di rimando: “Corpa tua”, zittendola. Il vero sport nazionale, in un paese confessionale qual siamo, è l’attribuzione delle colpe, altrui. Ultimo esempio l’affare intricatissimo della monnezza. Le responsabilità da distribuire tra autorità locali, regionali e del governo, tra le istituzioni e i singoli cittadini, tra l’illegalità organizzata e quella diffusa.
Al telegiornale intanto una donna di Napoli dice: “Ormai esco con l’ombrello per ripararmi dalla monnezza ma fino a quando l’ombrello mi riparerà?”. Potente immagine apocalittica, in un corso planetario sconvolgente: dal diluvio, il fuoco, la manna alla monnezza! E il giornalista di Mody’s sceso dall’Olimpo per dirci la sua, anzi la loro, in un plurale rigorosamente maiestatis, a Ballarò, mostra di ricordare ancora la vitalità e la creatività italiana, riconoscendola nella gente in strada della Campania.

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