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domenica 1 maggio 2011

Il Primo Maggio e la Costituzione

Mentre inizio a scrivere questo post dalla televisione accesa mi arriva la musica di Piazza San Giovanni a Roma ed è non solo rock: anche Verdi! Perché la musica unisce e, come aveva intuito Pavarotti nei suoi festival, non conosce barriere, generi o specie.

E da piazza San Giovanni ho colto il quesito: perché secondo il primo articolo della nostra costituzione la repubblica italiana è fondata sul lavoro?
Nella democrazia antica, per antonomasia quella di Atene, esisteva accanto all’uomo libero la schiavitù: nella completa separazione tra lavoro intellettuale e manuale, quest’ultimo era scaricato sugli schiavi.
Anche nel medioevo i servi della gleba non erano uomini liberi: il loro lavoro servile era dovuto in cambio della protezione del signore del feudo.
Nell'era delle rivoluzioni industriali con le lotte dei lavoratori, celebrate in questa festa del Primo Maggio, si sono ottenute legislazioni del lavoro via via più perfezionate nel fine d'allontanare sempre più dal lavoro ogni residuo di servitù e sfruttamento.

Oggi che per noi tutti gli uomini nascono liberi non può che conseguirne, rispetto ai tempi passati, che il lavoro acquisti significato opposto: diviene lo strumento dell’uomo libero, delle pari opportunità in una società che rinuncia perciò a qualsiasi forma di schiavitù e servaggio. Ecco perché una società veramente libera e democratica non può che essere fondata sul lavoro.

Sta poi dentro la democrazia delle regole lo stabilire la giuste regole e vigilare perché nuovamente il lavoro non si trasformi in nuove forme di servitù.
A noi stessi di non trovarci ad essere schiavi del nostro lavoro.

giovedì 7 maggio 2009

Concerto rock è bello

(sento di dover rafforzare il contenuto del post che precede)
Secondo me, si può avercela con la pochezza della politica sindacale nei confronti dei giovani ma chiedere anche solo per polemica di abolire il concerto rock del primo maggio è profondamente sbagliato per l’importanza, il significato dello stare assieme e la tradizione che ormai c’è dietro questo tipo di manifestazioni, che nel mio post precedente ho cercato di evidenziare elencando degli esempi storici. Forse un far politica un po’ provinciale e, pur dicendo di voler cambiare, in realtà vetero; forse Epifani e gli altri con i loro capelli bianchi, e lo stesso Vasco, sono, almeno in questo, più giovani dei loro critici.

lunedì 4 maggio 2009

Il concerto del primo maggio

Tra le forme di comunicazione e partecipazione di massa più popolari oggi c’è il concerto rock. Un antesignano il concerto per il Bangladesh di George Harrison del 1971, e poi tra gli altri il concerto in onore di Bob Dylan al Metropolitan, quello in cui a Sinead O’Connor fu impedito di cantare dai fischi, perché il popolo del rock è pacifista dalla nascita – questo per dire che i messaggi detti sono pochi in un concerto rock ma sono chiari, la gente sa perché si trova lì e poi conta la musica – e il grandioso e planetario live8, in occasione del G8 di Edimburgo, quattro miliardi di persone collegate dalle televisioni di tutto il mondo. Da noi abbiamo il concertone di Piazza san Giovanni a Roma per festeggiare il primo maggio e anche qui non è solo per chi ci va ma pure per tutti quelli che lo guardano da casa. Come noi che in casa ci siamo rimasti, abbiamo ricevuto visite e c’era sempre la televisione accesa con le immagini del concerto.
Mica solo per i giovani sono i concerti rock, perché il rock ha ormai più di cinquant’anni. Ora ho letto in un blog, Odisseo, che i sindacati dovrebbero abolire il concerto del primo maggio. Ho capito, leggendo il post, che l’autore critica la politica sindacale nei confronti dei giovani, ma non ho capito perché prendersela con il concerto rock: e se un giorno "ci salverà la musica"?

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