E’ stata una primavera piovosa ma tiepida. Le campagne d'Italia ne hanno goduto. Il verde ha potuto crescere ed espandersi nelle sue diverse gradazioni dai piani alle alture in questi nostri paesaggi mai rettilinei, sempre linee spezzate e curve rincorrentisi fino all’orizzonte.
Muoversi tra la campagna e la città, e mentre in questa il tempo degli affari umani tende ad un'inflessibile ripetitività, annotare le differenze attraverso gli occhi, nei suoni, negli odori e dentro di noi, con l’aria più fina per la quale ci accorgiamo che anche i nostri polmoni si beano.
Poi il caldo improvviso, smodato per la fine di maggio, che ha fatto maturare rapidamente e virare ai toni del giallo i verdi d’aprile. Eppure ancora bella la campagna spigata e ancora gonfia, punteggiata dai papaveri rossi.
Come tutto, a volte, cresce velocemente e corre alla sua fine, allegramente però, come una festa.